Rinascimento Eugubino alle crociate. Un inizio di primavera all’attacco in particolare per il consigliere Luigi Girlanda che nel giro di pochi giorni ha piazzato diverse trappole al centrodestra, ma anche al PD e in generale al consiglio comunale.
La prima in ordine cronologico è l’ordine del giorno che viene discusso nel consiglio comunale di oggi (1 aprile) con oggetto: “Esposizione del crocifisso nell’aula consiliare del Comune di Gubbio”, che ha già suscitato in questi giorni accesi botta e risposta sui social. Avremo modo di riparlarne a discussione e votazione avvenuta in consiglio comunale, perché gli eventi si stanno accavallando velocemente.
Filtrata l’intenzione della maggioranza di centro-destra di astenersi nella votazione sul crocifisso (e dunque bocciare la proposta giudicata unicamente destinata alla provocazione politica), Luigi Girlanda si è letteralmente scatenato, “informando” i vertici nazionali e regionali delle intenzioni del centrodestra locale di “rifiutare il crocifisso” e poi seminando altre mine, tutte intenzionate a fare più danni a destra che a sinistra (anche se le posizioni del PD lasciano sempre molti dubbi).
Immediatamente dopo, lo stesso Luigi Girlanda ha presentato altri due ordini del giorno che verranno discussi presumibilmente nel prossimo consiglio comunale. In questo contesto ci interessa il primo dei due (dell’altro ne parleremo a parte): Girlanda chiede che il Comune di Gubbio rafforzi i criteri premianti legati alla storicità della residenza e all’effettiva integrazione territoriale, già previsti – seppure in forma molto debole – nel regolamento Erp (case popolari). L’ordine del giorno propone un incremento dei punteggi per chi risiede da lungo tempo nel territorio comunale e l’estensione di questi criteri anche agli altri bandi sociali.
Qui siamo oltre al “prima gli italiani” o ai “patrioti” (slogan che quelli della Lega proclamano agitandosi davanti a bandiere col leone di San Marco). Qui siamo al “prima gli eugubini”. Poi passeremo a “prima gli abitanti del centro storico” oppure “prima quelli di Padule” o “prima quelli di Mocaiana”, per finire con “prima quelli di via dei Consoli” o “prima quelli di viale Leonardo da Vinci”.
Questa roba è di una tristezza infinita, innanzitutto per il livello pseudo culturale nel quale è precipitata la città. Rinascimento Eugubino di rinascimento ha ben poco, forse ha più di Controriforma. Ma c’è un aspetto ancora più triste: c’è un pezzo del PD che queste persone e questo modo di ragionare l’ha appoggiato alle ultime elezioni amministrative comunali e, vien da pensare, chissà quante altre volte in passato.